Betting: principi fondamentali

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“Il modo più sicuro per raddoppiare il proprio denaro è piegarlo in due e metterlo in tasca“ – W.Allen

Dopo anni di multiple perse per un solo risultato, sistemi che saltavano per qualche fissa “sicura” che non si rivelava tale, nottate passate a pensare nuovi sistemi ed effettuare calcoli che puntualmente si dimostravano non efficaci, sono giunto a capire tre cose importanti che rappresentano i principi fondamentali delle scommesse:

1. E’ basilare effettuare scommesse su eventi in singola;

2. E’ necessario un corretto approccio mentale al mercato delle scommesse.

3. E’ fondamentale applicare alle proprie scommesse un corretto sistema di money management;

Enunciata la teoria, se non si è un professionista (ed anche in questo caso il tilt non è da escludere in alcune situazioni) normalmente risulta difficilissima da mettere in pratica, soprattutto nell’applicazione pedissequa dei punti 2) e 3).

Parlando chiaramente lo scommettitore si perde nel tentativo di recuperare una perdita, dimenticando anche di applicare una corretta gestione del capitale. Si viene colpiti da quello che si chiama “effetto slot machine” secondo il quale la solitudine di fronte al pc abbinata all’assenza di una pausa di riflessione, genera una miscela psicologica esplosiva per il giocatore che, premendo un tasto senza alcuna riflessione, può rapidamente depauperare un patrimonio in un alternarsi di stati d’animo di speranza e disperazione”.

Giocare scommesse singole

Dunque abbiamo detto che è basilare effettuare scommesse su eventi in singola.

Si, ma perché? Esistono due ottimi motivi: la statistica e l’aggio.

E’ statisticamente più difficile indovinare una scommessa multipla rispetto ad una singola: giocando una singola (ad esempio sui segni 1X2) ho il 33,33% di possibilità di vincita, cioè 1 possibilità su 3. Giocando invece una multipla, ad esempio 4 partite, le mie tre possibilità si elevano esponenzialmente per il numero delle partite giocate (tre elevato alla 4^) quindi 81 possibilità di cui una sola è vincente. In pratica ho circa l’1,23% di possibilità di vincita della multipla contro il 33% della singola.

Certo la quota alta della multipla, il minore importo da giocare a fronte di una vincita maggiore possono fare in modo che lo scommettitore pensi che nel lungo periodo le multiple siano più convenienti ma non è così e vediamo perché. Effettuiamo 100 giocate singole da una parte e 100 multiple dall’altra (abbiamo postulato che siano quadruple, e quadruple siano…), giochiamo 1 unità su ogni scommessa, tutte convenzionalmente effettuate su un segno con quota 2, in modo tale che il moltiplicatore delle nostre multiple sia sempre 16. La statistica ci dice che indovinerò 33 singole che a quota due mi daranno un gain di 66 unità: dunque -100 unità giocate +66 prese il risultato sarà -33 unità.

Vediamo ora che succede con le multiple: la statistica mi dice che ne indovinerò 1,23 su 100 ed io voglio essere ottimista e postulo di indovinarne 2. Dunque prenderò 32 unità a fronte di 100 giocate: -100+32= -68 unità.

Bisogna inoltre tener presente che più si aumentano il numero degli eventi in multipla e più diminuiscono le probabilità di vittoria.

Passiamo poi all’aggio dei bookmakers: senza addentrarci troppo in concetti quali quello della lavagna (potete approfondire cliccando sul link di riferimento) diciamo che l’aggio è la percentuale che il book trattiene su ogni evento, per capirci meglio è il guadagno che il book ha a prescindere da quale evento risulterà vincente. Questo aggio si moltiplicherà in maniera esponenziale per tutti gli eventi inseriti in una scommessa multipla.

Scommesse e approccio mentale corretto.

Scommettere significa avere ben in mente alcuni concetti basilari:

a) si deve utilizzare per le scommesse solo quella parte di capitale che ci si può permettere di perdere;

b) non si scommette per vincere i soldi con i quali pagare le spese di tutti i giorni o quelle della famiglia;

c) non si devono utilizzare capitali derivanti da prestiti, alienazioni di beni personali, il proprio fondo pensione o capitali che potrebbero essere necessari a breve termine;

d) tenere sempre in mente il concetto di bankroll e quanta percentuale di questo investire nella scommessa.

Nonostante l’applicazione di questi concetti, è ovvio che, a meno che non diventiamo tutti dei monaci zen, non riusciremo comunque ad evitare lo stress derivante dalle nostre scommesse ma di certo riusciremo a gestirlo nel migliore dei modi.

Cominciamo a considerare inoltre un concetto impiegato dai trader di borsa che è possibile adattare alle scommesse così come alla vita di tutti i giorni: il concetto dei “cicli”. Profitti e perdite si alternano continuamente nella vita di uno scommettitore, con una frequenza ciclica appunto: dunque avremo periodi nei quali qualsiasi cosa giocheremo si trasformerà in oro e periodi piuttosto bui. Dovremo riuscire a gestire entrambi cercando di massimizzare i profitti nel primo caso e limitare le perdite nel secondo. Non sempre però questo avviene ed allora sono dolori: può capitare dopo un periodo di vittorie di sopravvalutare le proprie capacità, modificando in questo modo la percezione delle reali probabilità di un evento o di un insieme di eventi.

Oppure può capitare che, a seguito di una grossa perdita venga minata la fiducia in se stessi ed il coraggio, portandoci a scelte e valutazioni sbagliate. Salvaguardare il proprio capitale, anche psicologico, fa in modo che la giocata successiva non sia in alcun modo condizionata dall’esito delle giocate precedenti.

Se il capitale psicologico dovesse esaurirsi è necessario fermarsi e staccare la spina, dedicandosi ad altro per qualche tempo.

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