Come battere i bookmakers

Battere i bookmakers

Sappiamo che determinare il valore di una scommessa significa individuare quell’evento nel quale le nostre probabilità di vittoria siano superiori a quelle offerte dai bookmakers attraverso le loro quote. Per riuscire dunque ad essere scommettitori vincenti dovremmo essere in grado di effettuare delle valutazioni sull’evento migliori di quelle che fanno le agenzie di scommesse. E ti pare facile, mi direte?? No, assolutamente, infatti sappiamo che solo circa il 5% degli scommettitori risulta vincente in maniera costante nel lungo periodo mentre il resto risulta in perdita continua.

Come nascono le quote

Prima di capire come le nostre valutazioni di un evento possano essere rigorose dobbiamo comprendere in maniera approfondita come vengono gestite le quote da parte delle società di betting.

Ogni bookmaker basa le proprie quote sulle probabilità calcolate dal proprio team di pronosticatori ma, nel tempo che intercorre tra l’uscita delle quote e lo svolgimento dell’evento, queste quote vengono variate in base al volume di scommesse che viene registrato per ogni esito dell’evento. Questo “volume” altro non è che il numero delle giocate effettuate dai singoli giocatori sui vari esiti. A tal proposito dobbiamo citare un concetto che è quello della “saggezza della folla”.

La saggezza della folla

secondo tale concetto “la folla, in determinate condizioni è in grado di fornire una valutazione accurata delle probabilità di diversi risultati”. E’ come dire che l’analisi da parte di più persone di un determinato evento potrà dare una proiezione più meticolosa di quelle che sono le reali probabilità. Ovviamente maggiore è il numero di persone che effettuano questa valutazione e più accurata sarà.

Abbiamo detto accurata, non esatta. I risultati sportivi potranno poi realizzarsi o meno ma la valutazione in termini di probabilità sarà migliore: maggiore sarà il numero di giocatori che agiscono in maniera indipendente, esprimendo dunque la propria opinione su quel dato evento sportivo e più probabile sarà che le persone abbiano analizzato l’evento in maniera attenta, fornendo dunque delle quote più accurate. Non avranno dunque (o sarà trascurabile) alcun valore statistico le valutazioni connesse al tifo o all’intuito o alla fortuna: la folla riuscirà ad analizzare in maniera compiuta l’evento.

La “saggezza della folla” è però un concetto che non è sfruttato molto dalle società di scommesse: queste basano le loro quote su software di statistiche e su team di quotisti per cercare di avere una valutazione più esatta possibile di quella che è la probabilità dell’evento che la loro quota deve esprimere.

Movimenti di quote

Nel lasso di tempo tra verificarsi dell’evento e l’uscita delle quote, queste subiscono dei movimenti che possono dipendere da notizie sui protagonisti dell’evento (infortuni, squalifiche, situazioni particolari) ma che, in larghissima misura, dipendono dalle somme di denaro che sono confluite sui vari segni. Infatti il book adegua la quota al volume delle giocate: se quel determinato segno viene puntato da un gran numero di giocatori, il book abbassa la quota per renderla meno appetibile, alzando di conseguenza le altre per bilanciare.

A questo punto la quota non rispetta più il valore statistico dell’evento ma è stata modificata da fattori esterni, ma è stata condizionata da molteplici fattori esterni. In queste condizioni, spesso, si crea per lo scommettitore una condizione di vantaggio che deve essere sfruttato quale che sia poi l’esito della scommessa: è la scommessa “corretta” quella che, nel lungo periodo, ci porta in territorio di gain.

Il problema è come identificare questa tipologia di scommesse ma di questo parleremo in un altro articolo.

 

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