Gestione della Cassa nelle scommesse

Gestione della cassa nelle scommesse

Sappiamo già che i segreti (che poi tanto segreti non sono) per avere successo nelle scommesse sono 3: quote di valore, approccio mentale corretto e gestione della cassa (o bankroll).

Dobbiamo quindi imparare a riconoscere il valore delle quote, non farci condizionare da tutta una serie di pregiudizi esterni ed interni, ed avere una solida e salda gestione della cassa. Non proprio facilissimo ma va bene, poniamo il caso di esserci riusciti abbiamo ancora un problema: siamo riusciti a capire che quella quota merita di essere giocata, ma quanto del nostro budget dobbiamo impegnare per quella scommessa?

Esistono varie teorie, vediamole per ora in maniera non troppo specifica (saranno oggetto di attenta analisi in un prossimo articolo).

Attenzione però, ci sono alcuni punti da mettere bene in chiaro prima di andare avanti: prima di tutto dobbiamo usare per le scommesse solo cifre che possiamo permetterci di perdere, una somma che dedichiamo agli svaghi e che non vada in alcun modo a ledere il bilancio personale e/o familiare. Sembra un consiglio da vecchia nonna ma in realtà ha riflessi sulla gestione mentale delle scommesse: se giochiamo soldi che non possiamo permetterci di perdere saremo nervosi, esponendoci maggiormente alla possibilità di andare in tilt e, dunque, alla possibilità di bruciare, in caso di varianza negativa, gran parte (se non tutta) della cassa.

Bene, chiarito questo punto andiamo avanti.

Scommessa a quota costante

Possiamo decidere di investire nelle scommesse una quota costante per tutte le nostre scommesse, diciamo 10 unità. Qualunque sia l’esito dell’evento, la successiva scommessa sarà effettuata sempre con le stesse 10 unità. Nei casi positivi i nostri guadagni cresceranno in maniera più veloce (anche se non velocissima) rispetto ad altri tipi di puntata, mentre, in caso di lungo periodo di varianza negativa, rischieremo di vedere esaurire completamente la cassa.

Scommesse in percentuale rispetto alla Cassa

Possiamo decidere di investire per ogni scommessa una quota costante della nostra cassa che stimiamo, per fare un esempio, in 100 unità. Poniamo il caso decidessimo di investire il 5% per ogni scommessa: dovremmo puntare sulla prima scommessa 5 unità. Ora è possibile che la scommessa vada a buon fine (e ci ritroveremmo ad avere una cassa da 105 unità), come è possibile che la scommessa risulti perdente (ed in questo caso la nostra cassa ammonterebbe a 95 unità).

L’importo delle successive scommesse sarà commisurato all’evento precedente: nel primo caso l’importo della seconda scommessa sarà pari a 5.25 unità (il 5% di 105 unità) mentre nel secondo caso sarà pari a 4.75 unità (il 5% di 95 unità).

Possiamo notare che, in entrambe i casi, le somme da puntare aumentano o diminuiscono in modo costante: questo fa si che, nel caso di una serie di eventi negativi, la nostra cassa non si azzeri mai (in teorie). Di contro, avremo il fatto che anche i nostri guadagni cresceranno in maniera più lenta rispetto ad altri tipi di puntate.

Martingala

Sia il sistema della Martingala sia quello di Fibonacci sono dei sistemi di puntata cosiddetti progressivi: la Martingala raddoppia ogni puntata dopo ogni perdita consecutiva, riportando la puntata a quella iniziale dopo una vincita.

Facciamo un esempio. Stabiliamo che la nostra puntata base sia di 5 unità: se la nostra prima scommessa risulta vincente, la puntata successiva sarà sempre di 5 unità, se la nostra prima scommessa sarà invece perdente, la seconda puntata sarà di 10 unità (raddoppio della puntata dopo una perdita). Ovviamente, se la nostra seconda puntata (10 unità) dovesse risultare nuovamente perdente, la terza puntata sarà del doppio, quindi 20 unità e così via, fino ad una scommessa vincente.

Chiaramente una striscia di scommesse perdenti può portare a dover effettuare delle puntate spaventosamente alte che mettono in serio pericolo le nostre risorse finanziarie.

Fibonacci

Fibonacci invece aumenta le puntate dopo le perdite seguendo la sequenza di numeri di Fibonacci, in cui il numero successivo della sequenza è la somma dei due precedenti (1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21…). Dopo una vittoria, la puntata torna al secondo numero precedente nella sequenza. Quindi ogni vittoria recupera le due perdite precedenti. Possiamo quindi notare subito che, pur essendo un sistema di puntata progressivo, è sicuramente più conservativo della Martingala, esponendo in maniera minore il capitale al rischio di essere prosciugato completamente.

Puntata all-inn

La peggiore di tutte, infatti di solito la si usa in quel momento di black out psicologico che i giocatori di poker chiamano “tilt”. Puntare infatti tutta la nostra cassa su un’unica scommessa è decisamente il modo migliore per regalare il nostro denaro ai bookmakers. Evitiamo anche solo di commentare pregi e difetti, secondo noi non è proprio da prendere in considerazione se vogliamo provare a scommettere in maniera professionale.

3 thoughts on “Gestione della Cassa nelle scommesse”

  1. Bravi trovo il vostro articolo molto interessante , e scritto con onestà e conoscenza senza promettere mare e monti come si usa molto in questo periodo Studio , strategia , gestione corretta è accorta della cassa Antonio

    1. Grazie, l’obiettivo è quello di informare chi legge il nostro blog, cercando di rendere tutto quello che ruota intorno ad una scommessa il meno aleatorio possibile. Non esiste la formula magica in questo campo, studio e disciplina però possono portare ad ottimi risultati.
      Continua a seguirci e grazie ancora…

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