SCOMMETTERE CON LA STATISTICA FUNZIONA…

Come promesso pubblico il resoconto (che potete scaricare integralmente) delle quote di valore postate sul blog in questo anno: ricordo che tali quote NON sono pronostici ma value bet (https://www.scommettinformato.it/2017/09/24/value-bet-quote-valore/), scommesse cioè il cui valore è superiore a quello definito dalle reali probabilità statistiche di uscita.

Cominciamo col dire che, a fronte di 308 quote segnalate, 145 si sono rivelate vincenti (47,08%) e 163 si sono rivelate perdenti (52,92%). Considerando che, in diverse occasioni, la quota più vantaggiosa per lo scommettitore è quella ritenuta “meno probabile”, il risultato appare di tutto rispetto. Basti considerare al riguardo che, la quota media che scaturisce dalle quote indicate è di 2,71. 

Abbiamo simulato inoltre una puntata fissa per i motivi che abbiamo spiegato nell’articolo “METODO DI PUNTATA, COME SCEGLIERE IL MIGLIORE?” che potete rileggere. In sostanza utilizziamo questo metodo poichè, se partiamo dal presupposto che siamo bravi a crearci un vantaggio, il sistema migliore sul lungo termine è sicuramente la puntata fissa: infatti questo sistema ci permette di avere una profittabilità nel lungo periodo con un rischio minimo. Inoltre ci permetterà un recupero delle perdite in tempi più brevi rispetto alla puntata proporzionale.

Andando dunque al sodo, quello che più interessa è vedere che, al termine di 308 scommesse effettuate con una puntata fissa simulata di €5, avremmo ottenuto un gain di:

€ 48,41

cioè un incremento di quasi 10 volte della nostra cassa.

Non male, no?

Nell’analizzare la serie siamo andati a scovare i punti di minimo e di massimo: nel periodo peggiore della serie, ci siamo ritrovato in perdita per -€ 53,05, mentre nel periodo di massima varianza positiva abbiamo avuto una spettacolare performance con un + €143,15.

Abbiamo dunque trovato la pietra filosofale delle scommesse?

NO, e ci tengo a sottolinearlo.

Di sicuro questa tipologia di scommessa è meno aleatoria di molte altre, in particolare di quella tanto pubblicizzata del “me lo sentivo, ci avrei scommesso”.  Ci basiamo infatti su dati statistici, quindi numeri che hanno una loro specifica valenza: gli stessi numeri poi che i bookmakers adottano per creare le quote (vedi articolo https://www.scommettinformato.it/2017/09/14/come-battere-i-bookmakers/), solo che poi loro devono modificarle sulla base del volume delle scommesse ricevute. Noi tentiamo di scovare in queste fluttuazioni, delle quote che rappresentino in quel preciso momento un vantaggio per chi scommette, una quota più alta rispetto a quella che è la probabilità di uscita.

Quello che rimane è un buon risultato che potrebbe essere migliorabile con alcune accortezze: un sistema di puntata diverso (vedi quale), una maggiore selezione sulle quote (escludendone magari alcune altissime) oppure una migliore selezione degli eventi.

Insomma, tutto è perfezionabile: quello che rimane è un metodo che ci ha permesso di scommettere con momenti negativi abbastanza limitati, consentendoci alla fine di avere la nostra cassa quasi decuplicata.

Rispondendo dunque alla domanda nel titolo dell’articolo potremmo dire che, si, sembra che scommettere con la statistica funzioni abbastanza bene.

Vedremo nella prossima stagione bettistica se verrà confermato questo andamento.

Preparatevi e continuate a seguirci perchè ci saranno delle novità importanti il prossimo anno, ma di questo ne parleremo in un prossimo articolo.

Scommettinformato resoconto 2017-2018

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